Cosa sarà?

Cosa sarà?

Carissimi,

“Cosa sarà?
Che ci fa lasciare la bicicletta sul muro
E camminare la sera con un amico
A parlar del futuro”

È un brano di una canzone di Lucio Dalla e mi è venuta in mente dopo che ieri mattina, a Pasqua, stavo ricevendo e facendo auguri e intanto leggevo qualcosa. Nel giro di pochi minuti in due articoli diversi ho letto “amare a dismisura” “per un desiderio incalcolabile”. Due concetti spiazzanti per uno che lavora con i numeri

Era un po’ di tempo che non sentivo parlare di desiderio, anzi da un po’ sentivamo parlare solo di rinunce.

Certo, fino a Febbraio 2020 avevamo solo idee di miglioramento, di voglie da soddisfare. Eravamo pienamente immersi nell’epoca della gratificazione immediata. Sembravamo incapaci di aspettare..
I più giovani di noi venivano accusati di non avere pazienza, di non saper costruire il proprio futuro un passo alla volta, di aver troppo bisogno di feedback. Volevamo avere tutto e subito

Poi. Boom. Pandemia. Tutti a casa o quasi. E limiti, divieti, mancanze, distanze, blocchi e quindi rinvii e rinunce. Per il nostro bene, certo e per il bene della nostra comunità.
Quindi diciamo che va bene, abbiamo atteso, stiamo ancora attendendo. Non è il momento di giudicare, è ancora il momento di stare concentrati, aspettando le vaccinazioni, di fare la nostra parte.
Ma adesso possiamo dire con chiarezza che tante cose ci sono mancate e ci mancano, altre che pensavamo essenziali ci mancano meno.

Questo lungo periodo di attesa ha agito come un filtro, ci ha fatto capire di cosa abbiamo davvero bisogno per essere felici, per essere in pace con noi stessi e con gli altri.

E adesso, come usciamo da questa strana situazione di stanchezza, di fronte ad una situazione che si prolunga troppo. Dove troviamo nuova forza, inaspettata, per continuare il nostro cammino, per trovare strade nuove?
Dove orientiamo le nostre energie?

Verso quali desideri incalcolabili?
Chi avremo il coraggio di amare, a dismisura?
Con quali amici e amiche cammineremo la sera per parlare del futuro?

Un abbraccio.

Franco