Lo zio "perfetto"

 

Io ho uno zio che si chiama Cesare.
Ha 50 anni e vive con mia nonna. Se lo guardi non ha l'aspetto di un uomo bensì di un ragazzino, nonostante abbia qualche capello bianco.

Cesare non è molto alto, ha la pancia gonfia, i denti sporgenti e storti, i piedi piatti.

Mio zio è così non perchè sia un mostro o un alieno, ma perchè poco dopo la sua nascita ha avuto una lesione al cervello causata da una momentanea mancanza di ossigeno che gli ha creato un handicap permanente.

Cesare non sa leggere, non sa scrivere, si esprime male, ha sempre la lingua fuori e puntualmente ha la bava che gli cola dal mento, è sordo e di conseguenza quando parla urla sempre.

Cesare è così...ma nonostante tutto questo è anche molto altro.

Credo di non aver mai visto una persona così allegra, sorridente, ottimista, Cesare non conosce nè rabbia nè tristezza. La mamma mi ha detto che non ha quasi mai pianto.

Ama la musica, ama ascoltarla e ama ballarla, non perde un attimo per sorridere e divertirsi. Nonostante tutti i suoi limiti Cesare è la persona più bella che io abbia mai conosciuto, la sua bellezza va oltre il suo aspetto perché lui non conosce sentimenti come l'invidia e la cattiveria. 

Pensare a lui mi fa riflettere molto perchè anche io come la maggior parte delle persone che conosco do molta importanza a ciò che appare bello. 

Mi piacciono i bei vestiti, mi piacciono le persone belle, le belle macchine e le belle cose in generale e spesso non vado oltre a ciò che appare. Ed è l'errore più grosso che si possa fare. E quando pensa a quanto sia imperfetto mio zio, ma a quanto bella sia la sua anima mi sento stupido.

Ricordo più di un'occasione in cui mia madre mi ha ripetuto che prima di avere me e mio fratello, sperava che entrambi avessimo l'opportunità di conoscere e di vivere nostro zio. E quando ero piccolo non ne capivo il senso. Oggi sì. Oggi so perchè mia madre aveva questo desiderio. Perchè grazie a lui ho imparato molto e sono certo che arricchirà la mia vita e quella di tutte le persone che hanno avuto l'occasione di conoscerlo.