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Anaconda
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INFO & UTILITÀ
STATUTO

 

 

STATUTO

 

 

“L’Anaconda Cooperativa Sociale”

 

 

TITOLO I DENOMINAZIONE - SEDE DURATA

Art. 1 (Denominazione e sede)

 

 

È costituita, ai sensi dell’art. 1 lettera A della Legge 381/91, con sede nel comune di VARESE, la Società Cooperativa denominata “L’ANACONDA COOPERATIVA SOCIALE ”.

La Cooperativa è ONLUS di diritto ai sensi del D. Lgs. 460/97 art. 8.

La Cooperativa potrà istituire, a norma di legge, sedi secon- darie, succursali, agenzie e rappresentanze su tutto il terri- torio nazionale.

Art. 2 (Durata)

 

 

La Cooperativa ha durata fino al 2070 e potrà essere prorogata con deliberazione dell'Assemblea straordinaria. In questo caso è fatto salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.

TITOLO II  SCOPO OGGETTO

Art. 3 (Scopo mutualistico)

 

 

La Cooperativa, conformemente alla Legge 381/91, non ha scopo di lucro; suo fine, secondo il principio di sussidiarietà, è il perseguimento dell’interesse generale della comunità alla


 

 

 

promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini at- traverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi ai sensi dell’art. 1, lett. a) della stessa legge.

L’attività sociale deve essere in particolar modo indirizzata a favore di disabili senza limitazioni di età che presentino compromissione dell’autonomia delle funzioni elementari ed ab- bisognino di una specifica assistenza.

La Cooperativa collabora attivamente con altri enti cooperati- vi, imprese sociali e organismi del Terzo Settore, su scala locale, nazionale e internazionale.

Nello svolgimento dell’attività la Cooperativa impiega lavora- tori retribuiti, offrendo occupazione lavorativa alle condi- zioni economiche, sociali e professionali, previste dai con- tratti di categoria. A tal fine la Cooperativa, in relazione alle concrete esigenze produttive, stipula con i soci lavora- tori contratti di lavoro in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma.

Al fine della qualificazione di cooperativa a mutualità preva- lente, la cooperativa ai sensi dellart. 2514: (a) non potrà distribuire dividendi in misura superiore all’interesse massi- mo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mez- zo rispetto al capitale effettivamente versato; (b) non potrà remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto


 

 

 

al limite massimo previsto per i dividendi; (c) non pot di- stribuire riserve fra i soci cooperatori; (d) dovrà devolvere, in caso di scioglimento della cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozio- ne e lo sviluppo della cooperazione.

La Cooperativa può operare anche con terzi.

 

 

Art. 4 (Oggetto sociale)

 

 

Considerato lo scopo mutualistico, definito nell’art. 3 del presente Statuto, la Cooperativa ha come oggetto la promozione e la gestione di strutture e servizi a favore di soggetti di- sabili portatori di handicap plurimi, finalizzati a favorirne la permanenza nel proprio contesto sociale e di conseguenza potrà a solo titolo esemplificativo e non esaustivo:

a)       stipulare convenzioni o contratti con enti, istituzioni, società pubbliche o private, potrà svolgere attività culturali di ogni natura attraverso pubblicazioni, seminari, convegni, tavole rotonde, assemblee, etc.;

b)       potrà altresì provvedere al noleggio, all’affitto o all’acquisto di idonei immobili ed attrezzature, compiere tut- ti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali ne- cessarie alla propria attività;

c)       raccogliere e chiedere ai soci i mezzi finanziari per il miglior raggiungimento delle finalità sociali, attuare idonee


 

 

 

iniziative atte a rafforzare tra i soci i principi della mutu- alità e della solidarietà, istituendo, se è il caso, sezioni disciplinate da appropriato regolamento;

d)       compiere tutte le operazioni finanziarie e patrimoniali necessarie allo sviluppo della propria attività;

e)       aderire ad associazioni e consorzi, affidare incarichi a professionisti, avvalersi di società di consulenza organizza- tiva, commerciale, finanziaria ed assicurativa.

Nei limiti e secondo le modalità previste dalle vigenti norme di legge la Cooperativa potrà svolgere qualunque altra attivi- tà connessa o affine agli scopi sopraelencati, nonché potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni di natura immobiliare, mobiliare, commerciale, industriale e fi- nanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali o comunque, sia direttamente che indirettamente, atti- nenti ai medesimi, compresa l’istituzione, costruzione, acqui- sto di magazzini, attrezzature ed impianti atti al raggiungi- mento degli scopi sociali.

Le attività di cui al presente oggetto sociale saranno svolte nel rispetto delle vigenti norme in materia di esercizio di professioni riservate per il cui esercizio è richiesta l’iscrizione in appositi albi o elenchi.

Essa può altresì assumere, in via non prevalente, interessenze e partecipazioni, sotto qualsiasi forma, in imprese, specie se


 

 

 

svolgono attività analoghe e comunque accessorie all’attività sociale, con esclusione assoluta della possibilità di svolgere attività di assunzione di partecipazione, riservata dalla leg- ge a cooperative in possesso di determinati requisiti, apposi- tamente autorizzate e/o iscritte in appositi albi.

La cooperativa potrà costituire fondi per lo sviluppo tecnolo- gico o per la ristrutturazione o per il potenziamento azienda- le nonché adottare procedure di programmazione pluriennale fi- nalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale, ai sensi della Legge 31.1.1992 n. 59 ed eventuali norme modifica- tive ed integrative.

TITOLO III SOCI E AZIONI

Art. 5 (Numero e requisiti dei soci)

 

 

Il numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge. Possono essere soci della coope- rativa le persone fisiche che ne accettino le finalità statu- tarie e che per la loro qualifica professionale e culturale abbiano la volontà di perseguire il raggiungimento degli scopi sociali e che non abbiano interessi contrari alla società. Possono essere soci cooperatori persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:

-  soci prestatori vale a dire persone fisiche che possiedono i necessari requisiti tecnico professionali e svolgono la loro


 

 

 

attività lavorativa per il raggiungimento degli scopi sociali, mettendo a disposizione le proprie capacità professionali, in rapporto allo stato di attività ed al volume di lavoro dispo- nibile; soci prestatori partecipano ai risultati economici ed alle decisioni sulla loro destinazione;

-  soci volontari, persone fisiche che prestano la loro attivi- tà gratuitamente, esclusivamente per fini di solidarietà ai sensi e per gli effetti della legge 381/91;

-  soci fruitori, che usufruiscono direttamente o indirettamen- te dei servizi della Cooperativa;

-  soci che condividano idealmente gli scopi della cooperativa sociale.

Inoltre possono essere soci cooperatori anche le persone giu- ridiche nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo dell’attività delle Cooperative sociali.

Ogni socio è iscritto in un’apposita sezione del libro dei so- ci in base alla appartenenza a ciascuna delle categorie su in- dicate.

In nessun caso possono essere soci coloro che esercitano in proprio imprese identiche od affini, o partecipano a società che, per l’attività svolta, si trovino in effettiva concorren- za con la cooperativa, secondo la valutazione del Consiglio di Amministrazione.

Art. 6 (Domanda di ammissione)


 

 

 

Chi intende essere ammesso come socio deve presentare al Con- siglio di Amministrazione domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:

a)       l'indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita;

b)       la categoria dei soci a cui chiede di essere iscritto;

 

 

c)       per il socio-prestatore: i requisiti tecnico- professionali posseduti e l’attività di lavoro che intende svolgere nella Cooperativa;

d)       l'indicazione della effettiva attività svolta, della condizione professionale, delle specifiche competenze possedu- te specificando il possesso dei requisiti di cui al preceden- te articolo 5;

e)       il numero di azioni che propone di sottoscrivere;

 

 

f)       la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente statuto e di attenersi alle deliberazioni legal- mente adottate dagli organi sociali;

g)       la espressa e separata dichiarazione di accettazione della clausola di conciliazione e arbitrale contenuta negli art. 30 e seguenti del presente statuto e di presa visione ef- fettiva del regolamento della camera di conciliazione e arbi- trale.

Se trattasi di cooperativa, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), c), d) ed e)  relati-


 

 

 

vi alle persone fisiche, la domanda di ammissione dovrà altre- sì contenere:

a)       la ragione sociale o la denominazione, la forma giuridi- ca e la sede legale;

b)       l’organo sociale che ha autorizzato la domanda e la re- lativa deliberazione;

c)       la qualifica della persona che sottoscrive la domanda. L’ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dell’interessato. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annota- ta a cura degli amministratori nel libro dei soci.

Ogni socio è iscritto in un’apposita sezione del libro soci in base alla categoria di appartenenza. Il consiglio di ammini- strazione deve entro sessanta giorni motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli in- teressati.

Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dagli ammini- stratori, chi l’ha proposta può entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego chiedere che sull’istanza si pronun- ci l’assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della sua prossi- ma successiva convocazione.


 

 

 

Gli amministratori nella relazione al bilancio illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci.

Art. 7 (Obblighi dei soci)

 

 

Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dal- lo statuto, i soci sono obbligati all'osservanza dello statu- to, dei regolamenti interni e delle deliberazioni adottate da- gli organi sociali, nonché al versamento, con le modalità e nei termini fissati dal Consiglio di Amministrazione:

-        del capitale sottoscritto;

 

 

-        dell’eventuale sovrapprezzo determinato dall’Assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli ammini- stratori;

Per tutti i rapporti con la cooperativa il domicilio dei soci è quello risultante dal libro soci. La variazione del domici- lio del socio ha effetto dopo trenta giorni dalla ricezione della relativa comunicazione, da effettuarsi con lettera rac- comandata alla cooperativa.

Art. 8 (Azioni)

 

 

Il capitale sociale è variabile ed è diviso in azioni del va- lore nominale di euro 25,00 (venticinque/00). Per i soci pree- sistenti continua a sussistere il valore di euro 5,16 (cin- que/16), il cui ammontare risulta fissato anteriormente alla


 

 

 

legge n. 59 del 31.1.92 e che tale può rimanere ai sensi dell’art. 21 comma 4 della stessa legge.

Ciascun socio non può detenere un numero di azioni superiori ai limiti fissati dalla legge.

Ai sensi dell’art. 2346, comma 1, c.c. la legittimazione all’esercizio dei diritto sociali consegue all’iscrizione nel libro dei soci.

Le azioni non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute con effetto verso la cooperativa senza l'autorizzazione degli amministratori.

Il socio che intende trasferire, anche in parte, le proprie azioni deve darne comunicazione agli amministratori con lette- ra raccomandata, fornendo relativamente all’aspirante acqui- rente le indicazioni previste nel precedente art. 6.

Il provvedimento che concede o nega l’autorizzazione deve es- sere comunicato al socio entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta.

Decorso tale termine, il socio è libero di trasferire la pro- pria partecipazione e la cooperativa deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente che abbia i requisiti previsti per dive- nire socio in una delle categorie indicate nel presente statu- to.

Il provvedimento che nega al socio l’autorizzazione deve esse- re motivato. Contro il diniego il socio entro sessanta giorni


 

 

 

dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione avanti gli Arbitri.

La cooperativa non emette i titoli rappresentativi delle azio- ni.

Art. 9 (Recesso del socio)

 

 

Oltre che nei casi previsti dalla legge (art. 2437 c.c.), può recedere il socio:

a)       che abbia perduto i requisiti per l'ammissione;

 

 

b)       che non sia più in grado di partecipare all’attività volta al raggiungimento degli scopi sociali;

c)       il cui rapporto di lavoro sia stato momentaneamente so- speso per cause attinenti alla quantità di lavoro disponibile per la Cooperativa stessa;

d)       che cessi in via definitiva il rapporto di lavoro con la Cooperativa ovvero l’attività di volontariato presso la stes- sa.

Il recesso non può essere parziale.

 

 

La dichiarazione di recesso deve essere comunicata mediante raccomandata con avviso di ricevimento alla cooperativa. Gli amministratori devono esaminarla entro sessanta giorni dalla ricezione. Se non sussistono i presupposti del recesso, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, il quale en-


 

 

 

tro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione innanzi agli Arbitri.

Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Per i rapporti mutualistici, il recesso ha effetto con la chiusura dell’esercizio in corso, se comunicato tre mesi pri- ma, e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio suc- cessivo. Tuttavia, il Consiglio di Amministrazione potrà, su richiesta dell’interessato, far decorrere l’effetto del reces- so dall’annotazione dello stesso sul libro dei soci.

Art. 10 (Esclusione)

 

 

L'esclusione può essere deliberata dal Consiglio di Ammini- strazione, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei con- fronti del socio che:

a)  non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, oppure che abbia perduto i requisiti richiesti per l’ammissione; con riferimento alle diverse tipologie di soci, i requisiti connessi alla partecipazione dei soci alla compagine sociale sono i seguenti:

-  per i soci prestatori: lo svolgimento di attività lavorativa a favore della Cooperativa;

-  per i soci volontari: la prestazione gratuita della propria opera a favore della Cooperativa;


 

 

 

-  per i soci fruitori: la fruizione, diretta o indiretta, dei servizi della Cooperativa.

b)  risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che de- rivano dalla legge, dallo Statuto, dai regolamenti approvati dall’Assemblea dei soci o che impediscano il rapporto mutuali- stico, nonché dalle deliberazioni adottate dagli organi socia- li, salva la facoltà del Consiglio di Amministrazione di ac- cordare al socio un termine non superiore a quarantacinque giorni per adeguarsi;

c)  si renda moroso, previa intimazione da parte degli ammini- stratori, nel versamento del valore delle azioni sottoscritte o nei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la cooperativa;

d)       in qualunque modo, anche nell’esecuzione del rapporto di lavoro, causi significativi danni materiali o d’immagine alla cooperativa, oppure sia causa di dissidi o disordini fra i so- ci tali da compromettere in modo rilevante il normale ed ordi- nato svolgimento delle attivi sociali ovvero ponga in essere comportamenti tali da compromettere il vincolo fiduciario su cui si fonda il rapporto sociale;

e)       nell’esecuzione del rapporto di lavoro ponga in essere comportamenti oppure commetta gravi mancanze e/o inadempimenti tali da determinare la risoluzione del rapporto di lavoro per


 

 

 

motivi disciplinari ovvero per giusta causa o giustificato mo- tivo;

f)       per reiterata, mancata partecipazione alle iniziative sociali, dimostri completa mancanza di interesse alla propria permanenza in cooperativa;

g)       smarrisca o si appropri indebitamente di beni sociali;

 

 

h)       a seguito di assenteismo prolungato non abbia prestato, a meno di comprovati impedimenti sopraggiunti, quella attività a favore della cooperativa che il socio si era impegnato a prestare;

i)       svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa.

L’esclusione deve essere deliberata dagli amministratori e co- municata al socio mediante raccomandata con avviso di ricevi- mento.

Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione avanti gli Arbitri, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione.

Qualora l’atto costitutivo non preveda diversamente, lo scio- glimento del rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

L’esclusione da socio comporta, in ogni caso, la risoluzione del rapporto di lavoro.

Art. 11 (Morte del socio)


 

 

 

In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio de- funto hanno diritto di ottenere il rimborso delle azioni inte- ramente liberate, eventualmente rivalutate, nella misura e con le modalità di cui al successivo art. 12.

Gli eredi e legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione dalla quale risultino gli aventi diritto.

Nell’ipotesi di più eredi o legatari essi, entro sei mesi dal- la data del decesso del de cuius, dovranno indicare quello tra essi che li rappresenterà di fronte alla cooperativa.

In difetto di tale designazione si applica l’art. 2347 2° e 3° comma del codice civile nei confronti di ciascuno dei succes- sori.

Art. 12 (Rimborso delle azioni)

 

 

I soci receduti od esclusi, nonché gli eredi o i legatari del socio deceduto, hanno il diritto al rimborso delle azioni.

Il rimborso delle azioni ha luogo sulla base del bilancio dell’esercizio in cui si sono verificati il recesso, l’esclusione o la morte del socio.

La liquidazione della partecipazione sociale, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale e detratte le somme ancora dovute dal socio, comprende il valore nominale delle azioni e il rimborso del soprapprezzo, ove ver-


 

 

 

sato, qualora sussista nel patrimonio della cooperativa e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’articolo 2545-quinquies, comma 3, c.c.

Il pagamento deve essere fatto entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio.

Art. 13 (Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, re- sponsabilità dei soci cessati)

Il diritto ad ottenere il rimborso delle azioni, in caso di recesso, esclusione o morte del socio, si prescrive nei termi- ni fissati dalla legge.

La cooperativa può in ogni caso compensare con il debito deri- vante dal rimborso delle azioni, del sovrapprezzo, o dal paga- mento della prestazione mutualistica e dal rimborso dei pre- stiti, il credito derivante da penali, ove previste da apposi- to regolamento, da risarcimento danni e da prestazioni mutua- listiche fornite, anche fuori dai limiti di cui all’art. 1243 c.c.

Il socio che cessa di far parte della cooperativa risponde verso questa per il pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o la esclusione hanno avuto effetto. Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la cooperativa gli eredi del socio defunto. TITOLO IV

Art. 14 (Strumenti finanziari)


 

 

 

La società cooperativa, fino a diversa modifica statutaria, non emetterà strumenti finanziari.

TITOLO V ORGANI SOCIALI

Art. 15 (Organi)

 

 

Sono organi della cooperativa:

 

 

a)       l'Assemblea dei soci;

 

 

b)       il Consiglio di Amministrazione;

 

 

c)       il Collegio dei Sindaci, se nominato;

 

 

d)     il o i Revisori per il controllo contabile, se nominati.

 

 

a)     ASSEMBLEA

 

 

Art. 16 (Convocazione)

 

 

La convocazione dell’Assemblea deve effettuarsi a cura dell’Organo amministrativo, mediante avviso affisso all’Albo sociale almeno 15 giorni prima della data stabilita per l’assemblea o mediante avviso con posta ordinaria, contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data e l’ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata in un giorno diverso da quello della prima.

In alternativa, la convocazione può essere effettuata mediante telefax o posta elettronica trasmessi ai soci almeno otto giorni prima dell’adunanza, purché siano stati iscritti nel libro dei soci, a richiesta dei medesimi, il numero telefax ricevente o l’indirizzo di posta elettronica. Tale indicazione


 

 

 

è necessaria per i soci con domicilio fuori dal territorio della Repubblica Italiana.

L'assemblea può essere convocata anche fuori dalla sede socia- le, purché in Italia.

L'assemblea ordinaria per l'approvazione del bilancio deve es- sere convocata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero, nei casi previsti dall'art. 2364, comma 2, c.c., entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. Pur in mancanza di formale convocazione, l’assemblea è valida- mente     costituita   in   presenza   dei        requisiti   richiesti       dalla legge.

Art. 17 (Competenze dell’assemblea)

 

 

L’assemblea, sia essa ordinaria o straordinaria, delibera sul- le materie attribuite alla propria competenza dalla legge. L’assemblea ordinaria può inoltre essere convocata dagli ammi- nistratori, ai sensi dell’art. 2364, comma 1, n. 5), c.c., per l’autorizzazione di determinati atti di gestione individuati dagli amministratori, ferma in ogni caso la responsabilità di questi per gli atti compiuti.

Art. 18 (Intervento e voto)

 

 

Ai sensi dell’art. 2538 c.c., hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno 90 giorni nel libro dei soci. Hanno diritto ad intervenire in assemblea i soci cui spetta il diritto di voto.


 

 

 

Essi sono legittimati all’intervento in forza dell’iscrizione nel libro dei soci.

L’intervento può avvenire per rappresentanza, mediante delega conferita ad altro socio, nei limiti di cui all’art. 2372 c.c., fermo restando che ciascun socio non può rappresentarne più di CINQUE, anche nel rispetto dell’art. 2539 c.c.

Ciascun socio ha un solo voto, qualunque sia l'ammontare della sua partecipazione.

Art. 19 (Presidente e verbalizzazione)

 

 

L’assemblea è presieduta dal presidente del consiglio di ammi- nistrazione, ovvero, in caso di sua  mancanza  o  rinunzia, dal vice-presidente, ovvero ancora da una persona

eletta con il voto della maggioranza dei presenti.

 

 

Funzione, poteri e doveri del presidente sono regolati dalla legge.

Le deliberazioni dell'Assemblea devono constare dal verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio. Il verbale deve indicare la data dell'Assemblea ed eventualmente anche in allegato l'identità dei partecipanti ed il capitale rappresentato da ciascuno; deve altresì indicare le modalità ed il risultato delle votazioni e deve consentire anche per allegato, l'identificazione dei soci favorevoli astenuti o dissenzienti. Nel verbale devono essere riassunte, su richie- sta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all'ordine del


 

 

 

giorno. Il verbale dell'Assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio. Il verbale deve essere redatto senza ri- tardo, nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione.

Art. 20 (Maggioranze e votazioni)

 

 

In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordi- naria, è regolarmente costituita quando siano intervenuti la metà più uno dei soci aventi diritto al voto.

In seconda convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straor- dinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti.

L’assemblea ordinaria e quella straordinaria deliberano a mag- gioranza assoluta dei voti dei soci presenti in assemblea al momento della votazione.

Le votazioni vengono effettuate secondo il metodo stabilito dall’assemblea, tranne i casi in cui la legge prevede il voto segreto.

b)    AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO

 

 

Art. 21 (Consiglio di Amministrazione)

 

 

La cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministra- zione composto da un numero di consiglieri variabile da 3 a 7, eletti dall'Assemblea ordinaria dei soci, che ne determina di volta in volta il numero.


 

 

 

La maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione è scelta tra i soci cooperatori, oppure tra le persone indica- te dai soci cooperatori persone giuridiche.

Gli Amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi societari e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio rela- tivo all’ultimo esercizio della loro carica.

Il Consiglio elegge nel suo seno il presidente ed il vice pre- sidente, qualora non vi provveda l’assemblea.

Non possono venire eletti per un numero di mandati consecutivi superiori a quelli previsti dalla legge.

Art. 22 (Compiti del Consiglio di Amministrazione)

 

 

Il Consiglio di Amministrazione è investito dei p ampi pote- ri per la gestione della cooperativa, esclusi solo quelli ri- servati all’Assemblea dalla legge.

Il Consiglio può delegare parte delle proprie attribuzioni ad eccezione delle materie previste dall’art. 2381 c.c., dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei so- ci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci ad uno o più dei suoi componenti, oppure ad un comitato esecutivo formato da alcuni dei suoi componenti, de- terminandone il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.


 

 

 

E altresì facoltà dell’Organo amministrativo attribuire a personale religioso cattolico la responsabilità in linea spi- rituale, didattica e disciplinare delle attività gestite dalla cooperativa.

Ogni tre mesi gli organi delegati devono riferire al Consiglio di amministrazione e al Collegio sindacale, se nominato, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evo- luzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, in termi- ni di dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla coopera- tiva e dalle sue controllate.

Art. 23 (Convocazioni e deliberazioni)

 

 

Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei con- siglieri.

La convocazione è fatta dal Presidente a mezzo lettera, fax e- mail da spedirsi non meno di 5 giorni prima dell'adunanza e, nei casi urgenti, a mezzo telegramma, in modo che i consiglie- ri e sindaci effettivi, se nominati, ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.

Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono valide quan- do vi intervenga la maggioranza degli amministratori in cari- ca.


 

 

 

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presen- ti.

Art. 24 (Integrazione del Consiglio)

 

 

In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli nei modi previsti dall'art. 2386 c.c.

In caso di mancanza sopravvenuta di tutti gli amministratori, l’Assemblea deve essere convocata d’urgenza dal Collegio sin- dacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio Sindacale, il singolo socio è legittimato a convocare l’assemblea.

Art. 25 (Compensi agli amministratori)

 

 

Spetta all'Assemblea determinare i compensi dovuti agli ammi- nistratori e ai membri del comitato esecutivo, se nominato. Spetta al Consiglio, sentito il parere del Collegio Sindacale, se nominato, tenendo conto dei particolari compiti attribuiti ad alcuno di essi, determinare la remunerazione dovuta a sin- goli amministratori.

L’Assemblea può anche riconoscere agli amministratori un trat- tamento di fine mandato.

Art. 26 (Rappresentanza)

 

 

Il presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappre- sentanza della cooperativa di fronte ai terzi e in giudizio.


 

 

 

La rappresentanza della cooperativa spetta, nei limiti delle deleghe conferite, anche ai consiglieri delegati, se nominati. Il Consiglio di Amministrazione può nominare direttori genera- li, institori e procuratori speciali.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente, tutti i poteri a lui attribuiti spettano al Vice Presidente, la cui firma costituisce piena prova dell’assenza o dell’impedimento del Presidente.

Il Presidente, previa apposita delibera del Consiglio di Ammi- nistrazione, potrà conferire speciali procure, per singoli at- ti o categorie di atti, ad altri Consiglieri oppure ad estra- nei, con l’osservanza delle norme legislative vigenti al ri- guardo.

La rappresentanza della cooperativa spetta anche al direttore generale, ai direttori, agli institori e ai procuratori, al segretario se nominato, nei limiti dei poteri loro conferiti nell'atto di nomina.

c)  COLLEGIO DEI SINDACI

 

 

Art. 27 (Collegio sindacale)

 

 

Il Collegio Sindacale, se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall’assemblea, si compone di tre membri effettivi e due supplenti, eletti dall’Assemblea.

Il Presidente del Collegio sindacale è nominato dall’Assemblea.


 

 

 

I sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.

Essi sono rieleggibili.

 

 

La retribuzione annuale dei sindaci è determinata dall’Assemblea all’atto della nomina, per l’intero periodo di durata del loro ufficio.

Il Collegio Sindacale, purchè composto integralmente da revi- sori contabili, esercita anche il controllo contabile.

d)  IL CONTROLLO CONTABILE

 

 

Art. 28 (Controllo contabile)

 

 

In assenza del collegio sindacale, ovvero quando lo stesso non sia costituito integralmente da revisori contabili, qualora la legge lo preveda, o venga comunque deliberato dall'assemblea dei soci, il controllo contabile è esercitato ai sensi dell’art. 2409 bis, comma primo, c.c.

TITOLO VI BILANCIO

Art. 29 (Bilancio di esercizio)

 

 

L'esercizio sociale va dal gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Ammini- strazione provvede alla redazione del progetto di bilancio.


 

 

 

Il progetto di bilancio deve essere presentato all'assemblea dei soci per l'approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni qualora venga redatto il bilancio consolidato, oppure lo richiedano partico- lari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della co- operativa, segnalate dagli amministratori nella relazione sul- la gestione o, in assenza di questa, nella nota integrativa al bilancio.

L'Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazio- ne degli utili annuali destinandoli:

a)       a riserva legale nella misura non inferiore a quella prevista dalla legge;

b)       al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui allart. 11 legge 59/1992, nella mi- sura prevista dalla legge medesima;

c)       ad eventuale rivalutazione del capitale sociale, nei li- miti ed alle condizioni previsti dall'art. 7 legge 59/1992;

d)       ad eventuali dividendi in misura non superiore al limite stabilito dal codice civile per le cooperative a mutualità prevalente

e)        a titolo di ristorno ai soci proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi mutualistici, a tal fine l’impianto contabile deve assicurare la separazione, nel bi-


 

 

 

lancio, dei dati relativi all’attività svolta con i soci da quella svolta con i terzi.

L’Assemblea può, in ogni caso, destinare gli utili, ferme re- stando le destinazioni obbligatorie per legge, alla costitu- zione di riserve straordinarie.

E vietato alla società distribuire riserve ai soci sia duran- te la vita della società che all’atto del suo scioglimento.

TITOLO VII

 

 

CLAUSOLA DI CONCILIAZIONE E ARBITRALE

 

 

Art. 30 (Clausola di Conciliazione)

 

 

Ogni controversia che dovesse insorgere tra la società e i singoli soci, o tra i soci medesimi, in relazione all’interpretazione, all’applicazione e alla validità dell’atto costitutivo e/o, più in generale, all’esercizio dell’attività sociale sarà sottoposta a conciliazione secondo le previsioni del Regolamento della Camera di Conciliazione promossa dalla associazione di categoria.

Art. 31 (Clausola Arbitrale)

 

 

Sono devolute alla cognizione di arbitri rituali secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 5/03, nominati con le modali- tà di cui al successivo art. 32, salvo che non sia previsto l’intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:


 

 

 

a)       tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e cooperativa che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;

b)       le controversie relative alla validità delle delibera- zioni assembleari;

c)       le controversie da amministratori, liquidatori o sinda- ci, o nei loro confronti.

La clausola arbitrale di cui al comma precedente è estesa a tutte le categorie di soci. La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda di adesione alla Co- operativa da parte dei nuovi soci. L’accettazione della nomina alla carica di amministratore, sindaco o liquidatore è accom- pagnata dalla espressa adesione alla clausola di cui al comma precedente.

Art. 32 (Arbitri e procedimento)

 

 

Gli arbitri sono in numero di:

 

 

a)       uno, per le controversie di valore inferiore ad euro 15.000,oo (quindicimila/00). Ai fini della determinazione del valore della controversia si tiene conto della domanda di ar- bitrato, osservati i criteri di cui all’art. 10 e seguenti

c.p.c. ;

 

 

b)       tre, per le altre controversie, comprese quelle di valo- re indeterminabile.


 

 

 

Gli arbitri sono scelti tra gli esperti di diritto e di setto- re e sono nominati dalla camera arbitrale promossa dall’associazione di categoria entro trenta giorni dalla ri- chiesta della parte più diligente.

La domanda di arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci è notificata alla cooperativa, fermo restando quanto di- sposto dall’art. 35, comma 1 del D.Lgs. n. 5/03.

Gli arbitri decidono secondo diritto.

 

 

Fermo restando quanto disposto dallart. 36 D.Lgs. n. 5/03 i soci possono convenire di autorizzare gli arbitri a decidere secondo equità o possono dichiarare il lodo non impugnabile, con riferimento ai soli diritti patrimoniali disponibili.

Gli arbitri decidono nel termine di mesi tre dalla costituzio- ne dell’organo arbitrale, salvo che essi proroghino detto ter- mine per non più di una sola volta nel caso di cui all’art. 35, comma 2, D.Lgs n. 5/03, nel caso in cui sia necessario di- sporre una C.T.U. o in ogni altro caso in cui la scadenza del termine possa nuocere alla completezza dell’accertamento o al rispetto del principio del contraddittorio.

Nello svolgimento della procedura è omessa ogni formalità non necessaria al rispetto del contraddittorio. Gli arbitri fissa- no, al momento della costituzione, le regole procedurali cui si atterranno e le comunicano alle parti.


 

 

 

Essi, in ogni caso, devono fissare un’apposita udienza di trattazione.

Le spese di funzionamento dell’organo arbitrale sono anticipa- te dalla parte che promuove l’attivazione della procedura.  Art. 33 (Esecuzione della decisione)

Fuori dai casi in cui non integri di per sé una causa di e- sclusione, la mancata esecuzione della decisione definitiva della controversia deferita agli arbitri è valutata quale cau- sa di esclusione del socio, quando incida sull’osservanza dei suoi obblighi nei confronti della cooperativa o quando lasci presumere il venir meno della sua leale collaborazione all’attività sociale.

TITOLO VIII SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Art. 34 (Nomina liquidatori)

 

 

L'Assemblea che dichiara lo scioglimento della Cooperativa no- minerà uno o più liquidatori stabilendone i poteri.

Art. 35 (Devoluzione patrimonio)

 

 

In caso di scioglimento della Cooperativa, l'intero patrimonio sociale risultante dalla liquidazione sarà devoluto nel se- guente ordine:

-        a rimborso del capitale sociale effettivamente versato dai soci ed eventualmente rivalutato a norma di legge;


 

 

 

-        al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all’art. 11 legge 59/1992.

TITOLO IX DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Art. 36 (Regolamenti)

 

 

Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattut- to per disciplinare i rapporti tra la cooperativa ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica, il Consiglio di Amministrazione potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successi- vamente all'approvazione dell'Assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie. Negli stessi regola- menti potranno essere stabiliti l’ordinamento e le mansioni dei comitati tecnici se verranno costituiti.

Art. 37 (Legge applicabile)

 

 

Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le vi- genti norme di legge sulle cooperative a mutualità prevalen- te. Per quanto non previsto dal titolo VI del codice civile contenente la “disciplina delle società cooperative”, a norma dell’art. 2519, si applicano, in quanto compatibili, le norme delle società per azioni.

Firmato: Sergio Segato

IGNAZIO LEOTTA NOTAIO